INSIDE THE BOOK: Il dominio del fuoco di Sabaa Tahir

Ho già scritto una recensione de Il dominio del fuoco di Sabaa Tahir qualche anno fa (leggi), quando lo lessi la prima volta. Qualche settimana fa su instagram abbiamo deciso di approfittare dell'imminente uscita del terzo volume (17 ottobre) per fare una rilettura e proseguire la serie. Adesso che ho terminato il libro ho pensato di parlarvene un po'. Non sarà una vera e propria recensione; più che altro si tratta di un post di approfondimento sul libro della Tahir, quindi dedicato a chi non ha ancora iniziato questa serie. Detto ciò, buona lettura!

Titolo: Il dominio del fuoco
Serie: An ember in the ash 1
Autore: Sabaa Tahir
Pagine: 422
Editore: editrice Nord
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C'è stato un tempo in cui la sua terra era ricca di arte e di cultura. Laia non può ricordarsene, eppure ha sentito spesso i racconti su come fosse la vita prima che l'Impero trasformasse il mondo in un luogo grigio e dominato dalla tirannia, dove la scrittura è proibita e in cui una parola di troppo può significare la morte. Laia lo sa fin troppo bene, perché i suoi genitori sono caduti vittima di quel regime oppressivo. Da allora, lei ha imparato a tenere segreto l'amore per i libri, a non protestare, a non lamentarsi. Ma la sua esistenza cambia quando suo fratello Darin viene arrestato con l'accusa di tradimento. Per lui, Laia è disposta a tutto, anche a chiedere aiuto ai ribelli, che le propongono un accordo molto pericoloso: libereranno Darin, se lei diventerà una spia infiltrata nell'Accademia, la scuola in cui vengono formati i guerrieri dell'Impero... Da quattordici anni, Elias non conosce una realtà diversa da quella dell'Accademia. Quattordici anni di addestramento durissimo, durante i quali si è distinto per forza, coraggio e abilità. Elias è la promessa su cui l'Impero ripone le proprie speranze. Tuttavia, più aumenta la fiducia degli ufficiali nei suoi confronti, più lui vacilla, divorato dai dubbi. Vuole davvero diventare l'ingranaggio di un meccanismo spietato e senza scrupoli? Il giorno in cui conoscerà Laila, Elias troverà la risposta. E il suo destino sarà segnato.

I Marziali, tra Impero Romano e mitologia Araba

Il mondo creato dalla Tahir è ispirato in parte all'impero romano e in parte alla mitologia Araba (cosa che avevo del tutto rimosso, tra l'altro). E' un mondo spietato, ricco di violenza e morte, dominato dai Marziali, un popolo devoto alla guerra. L'ambientazione di questo libro per il momento è abbastanza statica, non ci muoviamo tantissimo da Rupenera, la scuola militale dove si formano le Maschere, spietati soldati che indossano appunto una maschera fatta di un particolare metallo argentato che diventa un tutt'uno con la pelle con il passare del tempo. Ciò che permette ai Marziali di avere la supremazia sugli altri popoli non è solo la loro abilità nel combattimento, ma anche le armi che utilizzano, fatte di un materiale speciale. O forse ci sarà di mezzo la magia? 

crediti: http://anemberintheashesbook.com/
Infatti nel mondo della Tahir ci sono Ifrit, ghul, ginn, ma anche gli auguri, che qui sono veri e propri sacerdoti con delle abilità. Il lato magico però al momento è abbastanza dormiente: c'è e lo vediamo, ma sembra piuttosto che si stia preparando per i successivi volumi.

Il fatto che ci siano ancora tante cose da scoprire non rendono il libro meno bello. Anzi, la Tahir inserisce le giuste informazioni per comprendere appieno gli eventi di questo volume e sono sicura che colmerà le lacune nei prossimi libri. Per il momento, secondo me, è stata abbastanza brava a gestire il tutto. 

Personaggi che indossano maschere

I personaggi per me sono il punto forte, nonostante non mi abbiano rubato il cuore. Non mi sono innamorata di nessuno di loro, ma li apprezzo tantissimo perché sono costruiti in maniera magistrale. I protagonisti principali sono due e due sono i punti di vista (per il momento, perché mi sembra che dal secondo l'autrice ne inserisca un altro): Elias e Laia.

crediti: https://www.instagram.com/gabriella.bujdoso/
Elias, nonostante sia un marziale, è un ragazzo buono. E' completamente diverso dalla madre, la cattivissima comandante di Rupenera. Il che potrebbe sembrare un banalissimo cliché, ma in realtà è giustificato perché è stato abbandonato quando ancora neonato ed è stato cresciuto dai tribali, un popolo libero che abita nel deserto. Quindi ha dei valori completamente diversi non solo dalla Comandante, ma anche dal resto degli studenti di Rupenera. Eppure ha anche un lato spietato che viene fuori quando qualcuno cerca di far male alle persone a cui tiene di più. Ecco, questa secondo me è l'unica caratteristica in comune con la madre, anche se Elias è più impulsivo, mentre la madre mantiene sempre una calma glaciale.

Laia invece appartiene al popolo del Dotti, conquistati parecchi secoli prima dai Marziali. Si introduce a Rupenera come spia per la Resistenza quando suo fratello viene catturato e i suoi nonni uccisi. E indovinate chi deve spiare? Nientepopodimeno che la Comandante! Dovrà far finta di essere una schiava e catturare più informazioni possibili. Peccato che le schiave della Comandante si suicidano per l'immensa crudeltà di quest'ultima. All'inizio Laia è una codarda. Tra salvare suo fratello (e rischiare di morire) e scappare, lei sceglie l'ultima opzione. Il che all'inizio potrebbe non andare molto a genio, ma piano piano diventa più coraggiosa e si fa apprezzare. L'ho trovato un personaggio molto realistico e sono felice che per una volta ci troviamo davanti un personaggio che non è un'eroina cazzutissima, ma nemmeno una donzella in difficoltà. Solo una ragazza normale. 

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Helene invece è la migliore amica di Elias e sì, è innamorata di lui (ma a questo ci arriviamo dopo). A Rupenera entra una ragazza ogni generazione e quindi Helene è l'unica tra i suoi coetanei. Questo la rende la ragazza più ambita, ma non solo, è tra le Maschere più forti e, se la fate arrabbiare, anche tra le più spietate. Essere l'unica l'ha portata infatti a dare sempre il massimo e ad essere sempre la migliore, ma guai a farla incazzare (o a provare a difenderla, non ne ha bisogno). Nonostante abbia un legame con Elias, è completamente diversa: ad esempio pensa e agisce come una Maschera. 

La geometria amorosa

Qui siamo di fronte a un quadrato (si dice così?) amoroso. NON STORCETE IL NASO. Lo so, leggendo "quadrato amoroso" avrete sicuramente pensato a qualcosa di brutto. Ma prima fatemi spiegare. Come ho già scritto, questo è un libro spietato, crudele, non c'è spazio per le storie d'amore. Però so' ragazzi, quindi qualche cottarella ci scappa. Quello che apprezzo è proprio il fatto che l'autrice non ci spaccia l'infatuazione per amore eterno.

Laia si prende una cotta per Keenan, un ragazzo della Resistenza. Si sente vicina a lui perché entrambi hanno perso qualcuno e per Laia, dopo la morte dei nonni, lui è un punto di riferimento. Ma lei non sta a pensare a lui tutto il tempo, e i due sinceramente non si conoscono nemmeno benissimo, eppure tutto funziona proprio perché l'autrice lo descrive in maniera così naturale, semplice, che alla fine risulta realistico. Si sente attratta anche da Elias e, dal quel che ho capito in questo libro, è più una cosa fisica per il momento. Non si strugge per loro, non passa da un ragazzo all'altro. Lo so che da come l'ho descritto non sembrerebbe così, ma vi assicuro che non è una di quelle protagoniste indecise, e questo non è un romanzo d'amore. I sentimenti romantici sono solo un contorno.

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Un pochino differente è invece la questione Elias-Helene. Elias è confuso ed è così che ha fatto sentire anche me per tutto il tempo. Non si capisce, e probabilmente nemmeno lui lo sa, se innamorato di Helene o meno. Forse prova qualcosa o forse è solo attrazione, quel che sappiamo è che non vuole rovinare l'amicizia. E' un po' infatuato di Laia, ma ripeto, Elias ha questione più importanti da risolvere, per esempio come fuggire da Rupenera senza farsi scoprire e uccidere per diserzione. Helene invece è più assillante, è gelosa. Caratteristiche che sicuramente rendono il personaggio più realistico, ma a miei occhi giusto un pochino fastidioso.

Per finire, qualcosina sugli eventi di questo libro e lo stile dell'autrice

Adesso che conoscete gli aspetti fondamentali di questo libro, parliamo un po' degli eventi senza andare nei dettagli. Su che cosa ruota la storia di questo romanzo? 
Le storyline dei due protagonisti per la maggior parte del tempo sono separate. Spesso si incrociano, ma i due personaggi hanno degli scopi diversi. Laia, come ho scritto sopra, deve spiare la Comandante e catturare abbastanza informazioni che in parte serviranno ai ribelli per liberare il fratello. Non è un ruolo facile perché la Comandante ha orecchie dappertutto ed è un personaggio sadico. Ha stanato tantissimi ribelli e tutti sono morti dopo innumerevoli torture. Altri sono sopravvissuti e ne portano ancora i segni. Compresa Laia. 

La storyline di Elias è introspettiva tanto quanto ricca di azione. Deve decidere se disertare o meno, ma nel frattempo dovrà affrontare parecchie sfide non solo con se stesso, ma anche con quello che sta succedendo a Rupenera. Infatti secondo una profezia la dinastia dell'Imperatore è giunta al termine e, quando inizieranno le selezioni, i partecipanti dovranno lottare per sopravvivere.

E non vi anticipo più nulla perché ho anche detto troppo! Aggiungo solo che è un libro scorrevolissimo nonostante le 400 pagine e la Tahir è un'autrice che non ha nulla da invidiare alle colleghe che scrivono fantasy Young Adult. Anzi, per certi versi la trovo anche più brava di alcune autrici più popolari. Ora non vedo l'ora di leggere il secondo volume!

E questo tutto. Spero di avervi incuriosito! 

Se volete aggiungere qualcosa, fatelo pure nei commenti. Vi chiedo solo di non fare spoiler. 


PS. post di questo tipo vi piacciono? Vi piacerebbe leggerne altri?

Commenti

  1. Che bello questo post Giusy, approfondito e curato. Io ho letto (e riletto) il libro e mi è piaciuto tantissimo, secondo me può essere molto utile soprattutto se si è indecisi se leggere o meno una serie. Bravissima

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