16 gennaio 2019

Recensione "Birthday Girl" di Penelope Douglas

Ciao lettori! Oggi vi lascio la recensione di "Birthday girl" di Penelope Douglas, letto in collaborazione con Eleonora's Reading Room per la nostra rubrica "Intervista con le blogger" (ispirata a quella di Chiara e Dolci).

Titolo: Birthday Girl
Autore: Penelope Douglas
Pagine: 438
Editore: Newton Compton
Anno: 2018
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Cosa succede quando una ragazza si innamora proprio dell’ultimo uomo al mondo che dovrebbe desiderare? Jordan non aveva un posto in cui andare quando Pike l’ha accolta in casa. E Pike è stato sempre gentile e premuroso. Per la prima volta dopo tanto tempo, lei si è sentita al sicuro. Jordan sa bene che lui, anche se non lo dice, vuole proteggerla. Lo vede nei suoi occhi la mattina, a colazione. E quando lui rientra, la sera, Jordan sente il cuore battere più forte. Ma sa che deve smetterla di pensare a lui. Perché Pike è libero, ma lei è impegnata. Pike l’ha accolta nella sua casa, cercando di rendersi utile. Ma non poteva immaginare che le cose sarebbero diventate così complicate. Pensa continuamente a lei e ogni volta che si incrociano in corridoio rimane senza fiato. Ma non può avvicinarsi, dovrebbe togliersi quel pensiero dalla testa. Eppure più passa il tempo e più Jordan diventa parte di lui. Una parte che non sarà mai libero di amare. Non perché ha solo diciannove anni. Ma perché è la ragazza di suo figlio. 



1. Come sei venuta a conoscenza del libro? Perché hai deciso di leggerlo?

Perché sono masochista. In realtà questa volta con Eleonora abbiamo scelto una serie di libri che si preannunciavano essere letture trash. Delle volte ho trovato delle ottime guilty pleasure, ma non è questo il caso.

2. A quale genere appartiene il libro?

Genere romantico (anche se ha ben poco di romantico), erotico.

3. Tratta qualche tema in particolare?

EHM

4. Chi sono i personaggi principali? E cosa ne pensi?

La protagonista femminile è Jordan, una ragazza che ha sempre dovuto guardarsi le spalle e che probabilmente si sente attratta da Pike per il fatto che non ha mai avuto una figura paterna (almeno è questa l'impressione che ho avuto). Sinceramente è una di quelle protagoniste che non mi fa né caldo né freddo e, anzi, delle volte mi ha irritato, specie quando se ne esce con cose del tipo "per fortuna che il mio ex si è trovato qualcun altro da picchiare" (non l'ha detto proprio così, ma il senso è quello). Questa tizia frequenta il college, ma non si capisce bene quello che studia e ovviamente non va quasi mai a lezione, non ha amici, niente.

Pike invece è il padre del ragazzo di Jordan (già), un uomo che ha dovuto abbandonare tutto per l'arrivo "inaspettato" di un figlio quando era troppo giovane. Si ritrova ad ospitare Jordan e il fidanzato dopo l'ennesima cazzata di quest'ultimo. Ovviamente con lei si erano beccati prima che scoprisse la verità e già da allora si era sentito attratto da questa ragazza appena appena maggiorenne (lei ha 18-19 anni, lui 38). Personalmente è uno di quei personaggi maschili che proprio detesto, ma ormai ci ho fatto il callo e anche lui più che altro mi ha annoiato. Geloso, possessivo e continuamente indeciso (“non dovremmo stare insieme perché sono più grande e per mio figlio, però se esci con qualcuno mi girano le palle”).

Infine il fidanzato di Jordan di cui non ricordo nemmeno il nome, che è stato allontanato dal padre con tutte le cazzate raccontate dalla madre, quindi i due non hanno un bel rapporto. Ad ogni modo non è un personaggio centrale, è una figura che appare di tanto in tanto. Eppure tra tutti credo che sia l'unico personaggio vagamente interessante.

Gli altri personaggi sono tutti cliché e con lo spessore di un foglio di carta, quindi non sarà difficile immaginarveli.

5. Dov'è ambientata la storia?

In una di quelle cittadine in cui si conoscono tutti.

6. Che emozioni ti ha suscitato la lettura?

All'inizio noia, volevo abbandonarlo dopo il primo capitolo. Dopo ammetto che mi ha incuriosito e nonostante la storia non mi stesse piacendo, mi ha intrattenuto. A metà, quando i due ci danno dentro, orrore.

7. Punti di forza? Punti deboli?

Punti di forza? Quasi nessuno, oltre al fatto che in certi punti scorre bene.
Punti deboli? Non so nemmeno da dove iniziare.

È la fiera delle banalità. Un sacco di cliché nemmeno un minimo elaborati. L'autrice non si impegna più di tanto. Personaggi visti e rivisti, scene erotiche volgari e imbarazzanti (odio quando si utilizzano termini come “cazzo” e “fica”) e spesso anche scene di dubbia utilità, nel senso che allo sviluppo della storia servono praticamente a nulla.

Che poi la relazione tra Pike e Jordan... ne vogliamo parlare? Oltre alla differenza di età e al fatto che mi ricordasse continuamente la relazione malata tra un padre e una figlia, non l'ho trovato così romantico. Tra i due c'è solo attrazione sessuale, nient'altro.

8. Com'è narrato il libro? E come hai trovato lo stile dell'autore\autrice?

Doppio punto di vista, quello di Pike e quello di Jordan, il tutto in prima persona. Lo stile non mi è piaciuto proprio per l'utilizzo di alcuni termini in certe scene, ma anche per i dialoghi a tratti banalissimi.

9. Quale cover preferisci? Quella originale o quella italiana?

Stranamente quella italiana mi piace.

10. Quante stelline gli dai? E a chi lo consigli?

Una.

Fatemi sapere cosa ne pensate!

⇨ LA RECENSIONE DI ELEONORA
Prossima lettura per la rubrica: La battaglia dei pugnali, Marie Lu.

4 commenti:

  1. Devi proprio smetterla con questi libri di melma xD

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  2. Con "È la fiera delle banalità" penso che hai detto tutto!
    (e sono pienamente, completamente, assolutamente d'accordo con te)

    Che trashata xD

    RispondiElimina

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