29 maggio 2017

Recensione "Ps. I like you" di Kasie West

La scorsa settimana è successa una cosa a dir poco assurda. Ho letto un libro in inglese ad un mese esatto dall'uscita italiana. Cioè, IO, SCANSAFATICHE, HO LETTO IN INGLESE UN LIBRO CHE AVREI POTUTO LEGGERE UN MESE DOPO IN ITALIANO. Perché l'ho fatto? Semplicemente perché mi ha conquistato sin dai primi capitoli!

Avvertenze: nella trama italiana viene subito rivelato il nome del misterioso corrispondente della protagonista. Sarà un po' scontato il nome una volta iniziato il libro, ma se volete  godervi ancora di più il libro, non leggetela. 

Titolo: Ps. I like you
Autore: Kasie West
Pagine: 329
Editore: Newton Compton
Data di uscita: 29 giugno 2017
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Il sogno di Lily è comporre canzoni. Scrive versi ovunque le capiti. Anche durante le lezioni che proprio non riesce a digerire, per esempio quelle di chimica. Almeno fino al giorno in cui, richiamata per la sua disattenzione, dal suo banco sparisce qualsiasi oggetto possa distrarla: tranne un foglio per prendere appunti. Ma la sua passione è più forte di tutto. E così Lily inizia ad appuntare versi sul banco, sperando che nessuno se ne accorga. Qualcuno però la scopre. Qualcuno che legge quel che lei scrive e aggiunge parole alle sue, sul banco. A ogni lezione di chimica. Tre volte a settimana. Quella che nasce tra Lily e il suo misterioso interlocutore è una vera e propria corrispondenza, che la entusiasma, le dà energia e la spinge a trasformare quelle frasi in testi di vere e proprie canzoni. La magia sembra interrompersi quando Lily scopre che il suo corrispondente è Cade, un ragazzo che lei ha sempre profondamente detestato…
Avendo già letto Principe azzurro per un giorno e The distance between us, sapevo con certezza che anche questo libro della West non mi avrebbe deluso. E che ve lo dico a fare? L'ho adorato!
Come vi ho accennato, mi ha conquistata sin dai primi capitoli e ho letto il libro tutto d'un fiato che manco quando leggo in italiano sono così veloce.

In breve, per chi ha deciso di saltare la sinossi italiana,  la storia è questa (se invece l'avete letta potete saltare questo paragrafo): Lily, la protagonista, durante una noiosissima lezione di chimica, scrive i versi di una canzone di una band sconosciutissima sul banco. Il giorno dopo, qualcuno continua i suoi versi e le lascia una lettera. E' l'inizio di una corrispondenza con una persona sconosciuta, ma con la quale Lily si sente perfettamente a suo agio. Chi sarà mai? 

Ok, forse la persona che le scrive non è poi così misteriosa, ma odio che la sinossi italiana rivela subito il nome. Personalmente, nonostante sapessi già chi fosse il corrispondente di Lily, ci sono stati momenti in cui ne ho dubitato. Quindi se volete leggere il romanzo, buttatevi.

Comunque come dicevo mi ha conquistato sin dai primi capitoli, sicuramente grazie allo stile dell'autrice che non è molto complicato ed è coinvolgente, ma anche grazie alla protagonista che si fa notare non solo per il suo senso dell'umorismo che ahimè purtroppo non sempre viene compreso dai più, ma anche perché è un personaggio decisamente fuori dalla norma, per il suo stile "alternativo", la sua pazza famiglia e la sua passione per la musica. E' un personaggio a tutto tondo e ben costruito, come del resto anche i personaggi secondi che seppur non hanno un ruolo centrale, riescono comunque a farsi notare. E poi vabbè, non c'è stata una sola sua scelta che io non abbia condiviso. Insomma, si capisce che mi è piaciuta parecchio?

E poi, c'è 'Anonimo' - così lo chiamerò per non rovinarvi la lettura e vi giuro che è un'impresa difficile -, una persona con cui condivide il gusto per la musica "sconosciuta" (talmente sconosciuta che non sono riuscita a trovarla nemmeno su youtube lol) , e pian piano anche qualcosa di più della sua vita. Per quanto riguarda questo personaggio i miei sentimenti erano perfettamente in linea con quelli di Lily. Se c'è una cosa che Kasie West sa fare benissimo è proprio questo, farti sentire quello che le sue protagoniste provano. Personalmente ho trovato Anonimo davvero adorabile. Avete presente quei personaggi che delle volte vorreste prendere a schiaffi perché degli idioti ma poi "OMMIDIO HA SORRISO E' COSì ADORABILE AAW"? Ecco, ladies and gentlemen, vi presento Anonimo.

Ho amato parecchio il rapporto che si crea tra loro due. E' sì, dolce, ma mai banale e sdolcinato. Non c'è stata una sola volta in cui io abbia storto il naso, il che è abbastanza raro dato che lo faccio spesso con i romanzi d'amore.

Ma Ps. I like you mi è piaciuto anche per altri motivi, come per l'amicizia tra Lily e Isabel (che thanks god non è la solita idiota dei romance) o la sua pazza famiglia che, seppur numerosa, riesce ad avere il giusto spazio per farcela conoscere o, ancora, la musica, una parte fondamentale che ho personalmente adorato. Vi dico solo che la canzone che scrive Lily è bellissima e mi piacerebbe tanto che l'autrice la facesse cantare e suonare a qualche artista!

E che altro vi devo dire? LEGGETELO. Da febbraio a questa parte è tipo l'unico libro che mi ha coinvolto talmente tanto da leggerlo in pochissimo tempo.

I ROMANZI DI KASIE WEST

19 maggio 2017

Come approcciarsi ad un blogger per una richiesta

Ho perso il conto delle mail che ricevo ogni giorno da parte di autori che mi chiedono di leggere e recensire\segnalare i loro romanzi. Io purtroppo sono una cattiva persona e da un anno a questa parte non rispondo più alle mail (non lo faccio per cattiveria, ma proprio non riesco a starci dietro.. dovrei assumere qualcuno 😂), eccetto rare eccezioni.  E oggi sono qui per parlarvi di queste.

Cosa mi porta ad accettare di leggere un libro o semplicemente a fare una segnalazione?
Che poi io non ne faccio perché i post copia e incolla li detesto e tra l'altro fanno perdere un botto di tempo.

Come prima risposta, ovviamente il libro. E siccome sono una brutta persona, se cover e titolo non mi dicono nulla li escludo. Lo so che dietro si potrebbe nascondere il libro del secolo, ma studiando grafica (che, per chi non lo sapesse, non impariamo solo a usare i programmi, ma dietro c'è una vera e propria formazione artistica, che secondo me molte persone ignorano) so quanto è importante che un'immagine trasmetta qualcosa. Perciò, cari scrittori, investite qualcosina di più sulle copertine che poi verrete ripagati.

Chiudendo questa piccola parentesi, torniamo all'argomento principale. Come ci si dovrebbe approcciare ad un blogger? 

➨ Innanzitutto, il tono.
Vi prego, vi prego, non siate formali. Io sono tipo la persona meno formale del mondo, e quando mi si rivolgono con il lei o termini come gentilissima o, peggio, gentile redazione (GENTILE REDAZIONE E' IL MALE NO DAVVERO E' TIPO NELLA LISTA DEI TERMINI PROIBITI DI UNA BLOGGER, NON FATELO MAI) storco il naso. Lo so, magari volete essere soltanto educati, ma prima di scrivere fatevi un giro nel blog in questione e cercate di capire che tipo è la persona a cui state scrivendo. Che diamine, poi ho vent'anni, sono più piccola di voi. Cioè, già fa strano quando i bambini ti chiamano signora, figuratevi se gente più grande ti dà del lei.

E questo comunque ci porta a
 Leggi il blog 
Quando qualcuno mi scrive "ho letto le tue recensioni, bellissime" io mi sbellico dalle risate perché davvero, le mie recensioni sono tutto eccetto che bellissime. Comunque leggete gli articoli, cercate di capire che genere legge il blogger, se il tuo libro potrebbe fare al caso suo o meno. Non limitatevi alla descrizione che trovate nelle informazioni, perché io potrei dire di leggere il fantasy, ma poi dando un'occhiata alle recensioni potete scoprire che sì, leggo fantasy, ma magari quello epico e non apprezzo particolarmente l'urban fantasy (ho fatto un esempio a caso, eh). Voglio dire, magari leggo anche l'urban fantasy, ma prediligo più i libri alla George Martin.

Ma che dico a fare di leggere gli articoli se di solito non leggete manco la pagina delle info?
 LEGGI SEMPRE LE INFO
Lo scrivo a caratteri cubitali perché scommetto che NESSUNO legge mai le informazioni.
Il blogger solitamente accetta richieste? E' disposto a fare una segnalazione? Boh, chissene, io la mail la invio lo stesso. Ecco, se il tuo libro mi ispira hai avuto un bel 23, altrimenti nemmeno mi degno di rispondere, specialmente se nelle informazioni ho scritto che per il momento non accetto richieste. O, peggio, non leggo direttamente la mail.

 Scrivi una bella mail
"Ciao, sei disposta a recensire\segnalare il mio libro? E' questo *incolla dati libro*"
Ecco, quando ricevo queste mail non dico che le cestino, ma quasi. Ma porca palette, sei un fottuto scrittore, scrivi una mail con i controcazzi! Non limitarti a quattro parole messe in croce e ad incollare i dati del libro (addirittura qualcuno nemmeno lo fa..........CANCELLA CANCELLA CANCELLA), ma fai una bella presentazione (E SOPRATUTTO SCRIVI CORRETTO PERCHÉ' ALTRIMENTI HO I MIEI DUBBI CHE TU SIA EFFETTIVAMENTE UNO SCRITTORE). Magari sono piena fino al collo con gli impegni, magari il tuo libro non è nemmeno il mio genere, ma la tua presentazione è talmente bella e originale che potrei fare uno strappo alla regola.

 Non scrivere la tua biografia, tutte le tue opere e i nobel vinti
Se c'è una cosa che secondo me manda brutti messaggi, è proprio quando un autore ti scrive la sua biografia (e non tra le altre informazioni, ma te la incolla proprio al primo rigo). Scrivere in una mail "Sono nato a X il X. Mi sono laureato in X, ho scritto il libro X, ho vinto X premi" e così via, sa di altezzoso. Come dire ho preso una laurea in X perciò il mio libro è un signor libro! Siate umili e creativi.

E questo è tutto, per il momento (se mi verrà in mente qualcos'altro, farò la seconda parte!).
Cari autori, non prendetela a male! Questo post serve soltanto a farvi mettere due minuti nei panni di un blogger in modo che la prossima volta che scrivete al posto delle balle di fieno che rotolano in una strada deserta, riceverete una risposta. :)

15 maggio 2017

Recensione "Nel profondo della foresta" di Holly Black

Buon pomeriggio lettori! Oggi vi parlo del libro Nel profondo della foresta di Holly Black, versione italiana di The darkest part of the forest, uno dei libri che ho più atteso negli ultimi anni. Sono felice che la Mondadori abbia finalmente deciso di pubblicarlo!

Nel profondo della foresta, Holly Black
pag. 243, Mondadori, 2017

Nel profondo della foresta c'era una bara di vetro che giaceva sulla nuda terra.
Dentro vi riposava un ragazzo con le corna in testa e orecchie affilate come coltelli... Hazel e il fratello Ben sono cresciuti a Fairfold, una piccola città dove, da tempo, gli umani hanno imparato a convivere pacificamente con le creature fatate della vicina foresta. Un posto diventato meta di tanti turisti curiosi, attratti dalle magie che qui hanno luogo ma in particolare dal ragazzo con le corna che riposa dentro una bara di vetro, la meraviglia più grande di tutte.
Affascinati fin da bambini da questa presenza misteriosa, Hazel e Ben hanno provato più e più volte a immaginarne la storia. Nelle loro fantasie il giovane era a volte un principe dal cuore nobile e dalla natura buona e generosa, e altre un essere crudele e spietato.
Ora che è cresciuta, però, Hazel pensa che sia arrivato il momento di accantonare tutte quelle fantasie infantili accettando il fatto che, per quanto lo abbia desiderato a lungo con tutta se stessa, il ragazzo con le corna non si sveglierà mai.
Un giorno, però, quello che sembrava impossibile accade... sconvolgendo la vita della ragazza, di suo fratello e della loro città.
Fiaba moderna dalle sfumature dark, appassionante e ricca di colpi di scena, Nel profondo della foresta segna il ritorno di Holly Black ai romanzi delle origini che l'hanno fatta conoscere, e amare, dai lettori.
Ogni volta che leggo un libro della Black non so mai dove andrà a parare. Credo che sia una di quelle autrici dalla fantasia sconfinata, che potrebbe far succedere di tutto nelle sue storie insolite. E proprio per questo credo che i suoi libri non siano per tutti, infatti o si amano o non si apprezzano.

Nel profondo della foresta può essere considerata una fiaba moderna dai toni dark. Per certi aspetti mi ha ricordato Hansel e Gretel, anche se le due storie sono molto diverse.

La prima metà del libro è lenta e seppur non annoi, devo ammettere che non sono subita entrata in sintonia con la storia (anche perché non avevo avuto granché di tempo per leggerlo). Ci sono voluti un paio di capitoli per entrare nel vivo, anche se la parte che personalmente ho preferito inizia a circa metà della storia, quando il ragazzo con le corna viene risvegliato. Da questo punto in poi tutti i nodi pian piano vengono al pettine, rivelando un intreccio incredibile.

Personalmente ho adorato come l'autrice riesce gestisce il folklore, creando una storia magica. Se c'è un termine che descrive perfettamente questo libro è proprio magico. Una cosa al quale ho pensato molto è che l'autrice potrebbe rendere interessante anche un argomento stupido, perché il modo in cui lo narra ti cattura. Ogni frase è evocativa e sembra quasi di essere travolti dal mondo fatato di Fairfold.

Ho adorato tantissimo i personaggi della storia, ma in particolare mi ha positivamente sorpreso Jack, un personaggio secondario che ha però un ruolo importante. Jack è il migliore amico dei protagonisti, Hazel e Ben, e non so come io abbia potuto pensare all'inizio che sarebbe stato il solito stereotipo, o che ci sarebbe stato un triangolo (spoiler: non ce ne sono!). Jack è un changerling e viene incolpato per tutto quello che succede nella cittadina. L'ho trovato un personaggio davvero affascinante (più del ragazzo con le corna!) e delle volte avrei voluto abbracciarlo. Ho anche apprezzato la piccola parte romance del romanzo (che ahimè non posso dire perché, non voglio rovinarvi la lettura, ma dovete sapere che nella parte finale i miei occhi erano dei cuoricini ommiodio quanto ho sclerato). Degna di nota anche Hazel, la nostra eroina\cavaliere, che all'inizio non riuscivo ad inquadrare ma che pian piano mi ha conquistata; Ben, il fratello gemello di Hazel con il dono (o la maledizione?) della musica; e Severin, il ragazzo con le corna, un personaggio ambiguo.

Insomma, per me è stata una bellissima lettura, seppur la storia abbia impiegato un po' di tempo prima di ingranare. La parte finale invece l'ho letta tutta d'un fiato! Ve lo consiglio tantissimo.
Fatemi sapere cosa ne pensate!

Altri libri di Holly Black pubblicati in Italia

8 maggio 2017

5 volumi conclusivi che non ho ancora letto

Premessa: questa è sempre la vecchia rubrica From my wishlist (in breve: tre libri che sono nella mia wishlist in base al tema), solo che ho deciso di non proporre più solamente tre libri, ma tutti quello che voglio (senza però esagerare, ovviamente xD).
Il tema di oggi è volumi conclusivi che non ho ancora letto.

Dando un'occhiata alle vecchie recensioni, mi sono accorta che ho un po' di serie da finire, ma, ancora peggio, che per alcune mi manca solo l'ultimo volume. Che brutta persona che sono.


Ogni volta che penso alla serie di Marie Lu mi viene da piangere. Ho amato i primi due volumi, Legend e Prodigy, ma avendoli letti quando uscirono in libreria (2014 gente D:) e avendo dovuto aspettare più di un anno per Champion, alla fine avevo rimosso dettagli importanti e non mi sono sentita pronta ad affrontare l'ultimo capitolo della trilogia. Non ho ancora deciso se rileggerò i primi due volumi oppure se leggerò le graphic novel, in modo da fare un ripasso veloce e procedere con il volume conclusivo. Io opterei per quest'ultime!

Ammetto che per il libro della Roth ho perso un po' interesse. Divergent mi era piaciuto tantissimo, Insurgent di meno, in particolare per il finale assurdo. A farmi perdere la voglia però sono stati soprattutto gli spoiler sul finale. Mi dispiacerebbe lasciarla in sospeso, dopotutto era partita benissimo. Probabilmente guarderò prima il film (tanto è solo la prima parte, no?) e poi mi dedicherò al libro. Ma in un futuro molto lontano.

Un altro 'forse lo leggerò'. Deathdate lo avevo trovato spassoso e a livello di trama molto caruccio, ma, per me, potrebbe anche essere un libro autoconclusivo. Voglio dire, il finale mette curiosità, certo, ma non ho voglia di leggere un seguito quando penso che sia una storia che in fin dei conti non abbia altro da dire.

Il primo bacio a Parigi mi era piaciuto molto, Il primo amore sei tu mi ha conquistata come pochi romanzi rosa (che saranno tipo due..e forse sono troppi!), perciò non vedo l'ora di leggere Isla and the happily ever after.

Seppur alcune cose non mi abbiano convinto *coff coff* il realismo della storia*coff coff*, La moglie del califfo è stata una lettura molto piacevole. Naturalmente leggerò La rosa del califfo, ma, come dire, non è che io abbia molta fretta di farlo, eh xD

E credo basta (?). Li avete letti?
Quali sono gli 'ultimi volumi' che vi mancano per terminare una serie? :)

5 maggio 2017

Recensione "Tredici" di Jay Asher

Finalmente ho letto il romanzo tratto da una delle serie tv che più sta facendo parlare di sé in questo periodo. Nonostante io abbia visto prima la serie, ho voluto comunque leggere il libro perché era in wishlist da parecchio tempo. Se volete saperne di più sulla serie tv, vi consiglio di tenere d'occhio il mio secondo blog (a girl of winterfell) dove pubblicherò un commento nei prossimi giorni.


Ciao a tutti. Spero per voi che siate pronti, perché sto per raccontarvi la storia della mia vita. O meglio, come mai è finita. E se state ascoltando queste cassette è perché voi siete una delle ragioni. Non vi dirò quale nastro vi chiamerà in causa. Ma non preoccupatevi, se avete ricevuto questo bel pacco regalo, prima o poi il vostro nome salterà fuori... Ve lo prometto.
La storia la conosciamo un po' tutti ormai. Hannah è una ragazza che si è suicidata. Prima di morire registra 13 cassette e le indirizza alle persone che l'hanno portata a prendere una decisione così drastica. Tra queste persone c'è anche Clay, un ragazzo piuttosto ordinario innamorato della ragazza che resta sorpreso dal fatto che si trovi anche lui nella lista. Cosa mai avrà fatto?

Tredici è stata una lettura abbastanza piacevole e poco impegnativa, anche se devo ammettere che mi ha lasciato indifferente. La storia l'ho sempre trovata intrigante, peccato che tutto viene affrontato con superficialità. Hannah racconta quello che le è accaduto, ma in maniera frettolosa e mai approfondita. Non si sofferma mai troppo nei dettagli o sull'aspetto più importante: come si sente. O, meglio, è lo stile dell'autore a non emozionare e lasciarci freddi. Delle volte l'ho trovato particolarmente irritante, perché alterna il racconto di Hannah con le sensazioni di Clay mentre ascolta le cassetta. A parte il fatto che spesso non si capiva il passaggio da un narratore all'altro, ciò che più mi ha irritato è l'essere interrotta continuamente in maniera piuttosto brusca da Clay (anche per cose davvero stupide).
Un esempio? Hannah parla del suo primo bacio e ad un certo punto Clay interrompe parlando del suo primo bacio. No, ma scusa, chissene?
Lo so che magari è un tentativo dell'autore di rendere meno piatto il protagonista, ma tutto questo risulta fuori luogo. E alla fine Clay resta comunque un personaggio privo di spessore, come del resto i protagonisti delle cassette e Hannah stessa. Non si riesce a provare empatia per la vittima, ma nemmeno per il povero Clay che sta soffrendo (tecnicamente).
Il tema del bullismo non è trattato in maniera approfondita, però per essere un libro per ragazzi penso che vada bene così. Un aspetto che invece mi è piaciuto è il messaggio finale: Hannah soffriva, ma il suicidio non è stato colpa delle altre persone, è stata una sua scelta.

Ripeto, come lettura non mi è dispiaciuta, ma in generale penso che sia un libro dal potenziale sprecato e se non avessi visto la serie tv probabilmente l'avrei apprezzato ancora di meno.
Voi lo avete letto? Pensate di farlo?